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La bottiglia poggiata per il tappo

La bottiglia poggiata per il tappo


Unioni civili, diritto delle coppie dello stesso sesso al matrimonio e all’adozione di bambini

Un gruppo di amici è a tavola che discute di tanti argomenti. Tutti diventano seri quando uno dei presenti introduce l’argomento: ‘diritti delle coppie dello stesso sesso e diritto al matrimonio legalmente riconosciuto, diritto ad adottare bambini‘.

La dialettica è vivace e movimentata. I più dei presenti sono favorevoli e al massimo pongono qualche piccolo limite. Tutti d’accordo che si tratti di un diritto sacrosanto, un “diritto dell’umanità inviolabile“. Tra loro ci sono una coppia d’amici che nel loro Paese hanno potuto sposarsi e una coppia che attende l’approvazione della legge italiana. Anche se questi ultimi sono delusi, perché la nuova legge non li riconoscerà come vorrebbero. Cioè come sposi a tutti gli effetti.

A voce alta uno degli amici chiede la bottiglia d’acqua troppo distante per afferrarla con il braccio: “Mi passate la bottiglia dell’acqua per favore?

Riempie il bicchiere e avvita il tappo.

Poggia la bottiglia sul tavolo dal lato del collo. Vuole che la bottiglia resti ritta poggiandosi per la base piana del tappo. Ci prova a più riprese. Certo è difficile far sostenere tutto il peso della bottiglia piena d’acqua alla ridotta base del tappo.

A tavola tutti s’accorgono di quella curiosa e stramba quanto assurda scena. Lo guardano con occhi tra l’esterrefatto, l’accigliato e anche qualche smorfia, dalle quali si può bene intuire cosa pensano di lui: “Questo non è normale”, “Questo è strano”, “Questo è fuori dai canoni sociali”.

Lui si accorge degli sguardi, ed è quello che vuole. Finalmente ha attirato la loro attenzione.

 

Voglio che la bottiglia stia in piedi poggiandosi sul tappo. Non guardatemi come fossi uno ‘diverso’. Non guardatemi con quelle espressioni tipiche di chi vuole escludermi e non avere niente a che fare con tipi strani come me.

Voglio che la bottiglia stia in piedi per il tappo. Non sono libero di farlo? Cosa o chi me lo vieta? Solo i vostri sguardi e atteggiamenti di disapprovazione? Se a vietarmelo sono solo i vostri sguardi, allora voglio una legge che mi metta al riparo dai vostri sguardi di disapprovazione e mi renda il diritto di poggiare sul tavolo la bottiglia per il tappo e non per il suo fondo.

Ma non si può!” Gli rispondono tutti.

Perché, vi domando. Perché non posso?” Insiste lui.

Perché le leggi della fisica dicono che una bottiglia così non può stare in piedi…! E senza scomodare la fisica. Lo vedi da te che non è possibile.

 

E voi allora perché volete che diventi legge qualcosa che la natura non potrà mai far stare in piedi su un appoggio così stretto, costringendola a sopportare un peso più grande delle sue possibilità precostituite?

 

Sarà l’umanità intera a vacillare e cadere sul tavolo con grande disastro per tutto ciò che c’è intorno.

La bottiglia, l’umanità, si romperà riversando tutto il suo contenuto. Tutto ciò che incontrerà sulla superficie d’impatto volerà in aria rompendosi in molteplici parti. I cocci, le parti degli oggetti (piatti, bicchieri), voleranno qua e là oltre il tavolo.

Gli oggetti sono le società che hanno adottato quelli che sono definiti “Diritti inviolabili dell’umanità”. Le parti sono i cocci delle società che ci ritroveremo in futuro sparpagliati qua e là chissà dove, dopo lo sconquasso portato da leggi contro natura come queste.

 

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