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L’Italia dell’accoglienza che caccia a pedate i giovani italiani

Italia dell'accoglienza caccia giovani italiani


Che strano paese l’Italia. Il paese dell’accoglienza (da alcuni mal digerita) verso i popoli che attraversano il Mar Mediterraneo e che dall’altra scaccia i giovani Italiani costretti a trovare il proprio futuro all’estero.

Accoglienza e giovani italiani

Da una parte l’accoglienza di persone che vanno accolte perché sono passate attraverso situazioni drammatiche. Persone che hanno attraversato un Mar Mediterraneo diventato un sacrario, dove giacciono migliaia di morti di ogni età.

Dall’altra parte l’Italia è in piena emorragia da giovani italiani e italiane che volano via verso altri Paesi europei, ma anche ben oltre. E anche i pensionati da alcuni anni scelgono di passare all’estero l’ultima parte della loro vita (che triste e dura realtà). Ce lo dicono i dati Istat, nel solo 2016 sono 38 mila i giovani tra i 25 e i 39 anni volati all’estero. In totale, sono letteralmente scappati dal “Bel Paese” 115 mila italiani nel solo 2016 (fonte: Report Migrazioni anno 2016, Istat.it).

Il dato è allarmante per chi ne ha la sensibilità, per gli altri potremmo dire che vivono l’estinzione senza neanche rendersene conto.

I giovani italiani del futuro

Eh sì, perché una parte di quanti attraversano il Mediterraneo, e ce la fanno, restano in Italia e nel corso degli anni e dei decenni si integreranno. E l’integrazione non è e non sarà una minaccia per noi italiani, anche se la vogliamo vedere come tale. No, è ipocrisia dire che ci tolgono qualcosa. I dati Istat ci spiaccicano in faccia la realtà: i giovani e le giovani italiane se ne devono andare all’estero per trovare futuro. L’Italia si spopola. Chi arriva dal mare scappando dalle atrocità semplicemente prende posti vuoti, non occupa posti che spettano agli italiani: questi italiani sono all’estero cacciati a pedate.

Il Report sulle migrazioni del 2016 citato sopra, dice proprio questo: “aumentano le iscrizioni anagrafiche degli immigrati“, in particolare africani. E ben oltre la metà di loro hanno una età compresa tra i 16 – 20 anni. Sono i giovani italiani del futuro, dell’Italia che si spopola.

I giovani italiani del futuro

Che strano Paese l’Italia, vero?

Dal mare arrivano decine di migliaia di persone appartenenti ai popoli più disparati; dagli aeroporti partono per non tornare decine di migliaia di giovani italiani che qui ci sono nati e sono stati cacciati a pedate da un sistema che in meritocrazia prende il voto 0.

Allora quale sarà il futuro dell’Italia, visto che le cose stanno così: che ci piaccia o non ci piaccia?

Il futuro dell’Italia sarà un nuovo massiccio mescolamento di razze, come è sempre avvenuto nella sua Storia millenaria. Sfido chiunque a portarmi le prove che esiste una “razza italiana pura”.

E se l’Italia non avrà città morte, se l’Italia non si spopolerà definitivamente, la Storia (se non noi) dirà grazie a quanti arrivano dal mare.

Mentre la Storia, (se non noi) chiederà scusa ai giovani e alle giovani italiane scacciati a pedate fuori dalla terra in cui sono nati. I quali, all’estero, fanno figli: 28 mila nel 2016 e +19% rispetto al 2015.

Una doppia dedica finale

Dedicato agli italiani che chiedono che gli immigrati vadano via. Dedicato agli italiani corrotti, a ogni livello sociale, che hanno contribuito alla cacciata dei giovani dal nostro Paese.

  • Nel corso del 2015 il numero dei residenti ha
    registrato una diminuzione consistente per la prima volta
    negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo è negativo
    per 130.061 unità. Il calo riguarda esclusivamente la
    popolazione di cittadinanza italiana – 141.777 residenti
    in meno – mentre la popolazione straniera aumenta di
    11.716 unità
    .
  • Il movimento naturale della popolazione ha fatto
    registrare un saldo (nati meno morti) negativo per quasi
    162 mila unità. Il saldo naturale è positivo per i cittadini
    stranieri (quasi 66 mila unità), mentre per i residenti
    italiani il deficit è molto più ampio e pari a 227.390 unità
    .

(Fonte: Bilancio demografico italiano 2015, Istat.it)

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