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Il muro preso a schiaffi. Perché la vita si conquista

Il muro preso a schiaffi


Scrivo fondamentalmente perché devo mangiare. Potrei spaccare pietre, se questo mi portasse soldi in tasca andrebbe bene lo stesso.
Sì esatto, scrivo perché ho fame. E quando hai fame sei disposto a fare di tutto anche a prostituirti. No, non ti sconcertare forse è solo perché non hai mai toccato il fondo nella tua vita. Meglio per te. Chi ha toccato il fondo lo sa. Lo sa cosa significa, quando sei faccia al muro e dietro non puoi voltarti perché c’è un altro muro a pochi centimetri dal tuo culo che tra poco ti schiaccerà come fossi un’auto nella pressa dell’autodemolizione.

E che cazzo!‘ – protesti – Deve proprio finire così?

Prendi a schiaffi il muro

Allora non ti arrendi neanche davanti a due muri più alti di te che stanno per schiacciarti, li prendi a schiaffi. Prendi a schiaffi quello che è davanti a te. Distendi le mani, unisci le dita e con i palmi batti forte e forte e forte. Il dolore che hai dentro, quello per una vita gettata o quasi, è più forte del bruciore che ricopre i palmi delle mani; è un lieve solletico in confronto al bruciore nello stomaco per i progetti andati a fuoco nella tua vita.

E batti, batti senza fermarti le mani sulla superficie piana della parete. Piangi disperato, vorresti fermarti e lasciare che tutto finisca, che i muri ti schiaccino, invece combatti contro la disperazione e prendi a schiaffi il muro bagnato dalle lacrime.

Gli urli contro.

Vai giù bastardo! Vai giù muro di merda! Vai giù o ti sgretolerò con la sola forza delle mie mani! Ti ridurrò in sabbia, ti farò esplodere come la roccia nella cava da cui provieni.

Sei più forte del muro

Batti e batti. Anche se la voce dentro di te ti dice che sei un pazzo. Batti forte anche se la voce dentro di te ti dice che non sei capace a fare nulla. Batti e batti senza sosta anche quando il mostro che hai dentro ti spinge per farti barcollare e cadere in terra. Tu barcolli, ma il muro non lo lasci senza schiaffi. Anche un solo schiaffo glielo devi dare, perché sei più forte di tutto, sei più forte di te stesso/a, sei più forte del muro.

Tu hai la corazza degli eroi

E pensi che la vita ti è sfuggita via, che sono passati troppi anni senza concludere un cazzo, ma non molli, non ti pieghi sulle ginocchia, no. Tu continui a battere, perché sei più forte di qualsiasi pensiero negativo che, come una bomba, ti esplode dentro provando a dilaniare il tuo cervello, a devastare il tuo cuore. Tu hai la corazza degli eroi, ti pieghi ma resisti all’onda d’urto devastante e continui a combattere.

Il muro andrà giù

Il muro prima o poi andrà giù, si staccherà la pittura posandosi come neve sul poco pavimento rimasto. Si creperà l’intonaco come scosso dalle onde sismiche, si sgretoleranno i mattoni come trafitti da mille picconi.

Il muro andrà giù

 

La vita bella che ti attende di là dal muro

E tu resisti. I denti serrati stridono come le ruote del treno sulle rotaie per un’improvvisa frenta del macchinista.

Batti e batti. Prendi a schiaffi il muro. Le braccia sono pesanti come travi di ferro, ma tu non demordi, anche se lo schiaffo arriva debole al muro, tu continui perché deve andare giù. Deve crepare lui e tu finalmente vedere lo spazio infinito davanti a te, la vita bella che ti attende di là dal muro. Ed è proprio la sua voce che ti chiama di là dal muro a spingerti oltre le tue forze. Ti chiama e tu capisci che non puoi mollare, che oltre c’è la vita, è lì che ti chiama. Ti dice:

Vai! Vai! Puoi farcela! Continua! Non mollare! Io sono qui. Non vado via, perché sono la tua vita e ti attendo oltre il muro, ma devi buttarlo giù e questo sforzo puoi farlo solo tu, nessun’altro. Continua, io ti attendo. Dovessi rimanere senza forze, aspetterò che tu le riprenda. Dovessi decidere di fermarti per un po’, io sarò qui ad attenderti, perché sono la tua vita e non vedo l’ora di abbracciarti e di correre felice con te.

 

Perché la vita si conquista, giorno dopo giorno e nessuno può regalartela.
Chi può regalarti la tua vita?

 

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