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Scrivere è raggiungere la sorgente del pensiero al centro della foresta

Sorgente del pensiero


Scrivere è come raggiungere il centro della foresta in cui si trova una sorgente mai raggiunta e conosciuta da alcuna persona. Una sorgente irraggiungibile da altri e che attende solo te. Una sorgente inesplorata alla quale chinarsi per abbeverarsi. E poi uscire dalla foresta, per raccontare a tutti quanto la sorgente del pensiero ci ha comunicato.

La sorgente del pensiero dentro noi stessi

Scrivere è compiere un viaggio in noi stessi, la foresta, alla ricerca della sorgente del pensiero dalla quale tutte le parole scaturiscono. Scoperta la sorgente dopo il lungo viaggio, stanchi ma felici, ci abbeveriamo delle sue parole.

Non sempre il viaggio è facile. Può risultare tortuosa la strada che conduce alla sorgente, anche perché una strada non c’è; neppure una mulattiera come in montagna. Nessun sentiero tracciato da seguire, ogni passo in avanti o indietro è il primo passo in avanti o indietro in quella foresta. Nessuno mai prima d’ora ha compiuto il viaggio in essa e mai nessuno poteva o potrà farlo, perché è un viaggio dentro noi stessi. Siamo esploratori di noi stessi!

Potremmo addirittura perderci alla ricerca della sorgente del pensiero, temere di non trovarla mai… Tristezza, frustrazione, rabbia, pianto, probabilmente ci accompagneranno lungo il viaggio. Chi non demorde la trova, forse dopo un estenuante lavoro di ricerca che potrebbe essere durato anni.

Il viaggio è appena iniziato

Ma il viaggio è solo appena iniziato, ora bisogna uscire dalla foresta, da noi stessi, scrivere quelle parole e quindi diffonderle con la speranza che altri trovino un motivo valido per leggerle. Sì, perché non sempre ciò che scaturisce dalla nostra sorgente ha molto senso o vale la pena d’essere scritto.

Leggiamo e rileggiamo le parole scritte e ci poniamo la domanda: ‘Ma che senso ha pubblicarle? A chi potrà servire?

Forse solo a noi stessi e, in alcuni casi, questo può bastare.

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